In molti casi, all’origine del primo attacco di panico vi è un trauma o, per lo meno, così sembra. Quanto questo influisca sul disturbo è oggetto di speculazione e analisi che varia da caso a caso. Ma sicuramente nella stragrande maggior parte dei casi vi è una forte correlazione tra un evento traumatico e la comparsa del primo attacco di panico nei 12 mesi che seguono tale evento. Questo non vuol dire però che il trauma ne sia la causa. Ma sicuramente ne è l’evento scatenante, la scintilla che fa esplodere la polvere da sparo.

Un trauma potrebbe essere all’origine dell’esordio del disturbo di panico anche se questo trauma risale a molto tempo prima. Secondo la teoria classica psicodinamica, infatti, il primo trauma potrebbe rimanere nascosto, anche alla consapevolezza cosciente a volte, un po’ come una mina inesplosa, per poi riemergere in maniera significativa in seguito ad un trauma piccolo, un periodo di stress, o un cambio importante nella vita. In tutti quei casi in cui viene identificato un trauma come origine del disturbo di panico attuale, il soggetto dovrebbe rielaborare tale trauma e, alla fine di un processo, questo verrà ricordato senza una connotazione di spiacevolezza, o non ricordato affatto.

In effetti quando lo stesso evento traumatico capita a due distinti soggetti, spesso si vede un diverso modo di reagire. Perché di base quello che cambia è il soggetto stesso, la somma delle esperienze e del modo che questo ha di attribuirvi significato. Quando queste esperienze non trovano la giusta collocazione nell’ordine dei significati, allora il soggetto ha un disagio, di cui può essere cosciente o meno. In psicoanalisi esiste un modo per definire questo disagio: angoscia. Quando questa è manifesta corrisponde proprio all’angoscia che conosciamo e di cui nessuno è immune al cento percento. Quando è nascosta è comunque in grado di farci avere pensieri e compiere azioni di cui in realtà faremmo a meno.

Parlando dunque del primo attacco di panico come di un’esplosione, possiamo vedere il trauma come una scintilla e l’angoscia come la polvere da sparo.

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2 commenti

  1. Teoricamnte sono daccordo con lei, ma io che soffro di attacchi di panico e, che premetto, ho curato solo con farmaci,posso dirle che è difficicle capire quale può essere stata questa scintilla. In quanto nella vita si sono susseguiti vari micro traumi che possono portare all’insiorgenza dell’angoscia. Ma mi riprometto di seguire una fase di terapia per scoprire se finalmente posso liberarmi di di quella me che odio!

  2. salve dottore, le riporto la mia breve storia, per una consulto.
    Ad Aprile del 2009 ho avuto un lutto in famiglia, un lutto improvviso ,mio zio ,molto giovane 44 anni, soffriva di ipertensione e dilatazione aortica,ed e morto per la rottura improvvisa di una vena vicina al cuore.La stessa notte mio padre (fratello del defunto) ha avuto un accenno di infarto con conseguente ricovero e poi Angioplastica.
    Da li a pochi mesi dopo ,per me incominciarono i miei attacchi di ansia, il primo si manifesto’ con tachicardia improvvisa, e da allora non mi ha lasciato piu..ho sempre paua che mi possa accadere qualcosa di simile ..avverto il battito dappertutto..mi rendo conto che ascolto un po troppo il mio corpo…ogni sintomo per me e’ un’allarme.!! ora prendo xanax 0.50 r.p. all’occorrenza, m propio questa sera ho avuto un ‘attacco di panico con conseguente iper-ventilazione.
    Dalla settimana scorsa sto facendo degli incontri con una psicologa.!
    Vorrei un consulto su come affrontare quest’ansia…perche ne sono davvero esaustodi vivere cosi, ho solo 21 anni, voglio godermi la vita, come un ragazzo normale.

    La Ringrazio vivamente caro Dottor D’Alessandro.

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